Sono responsabili dell’invecchiamento precoce della pelle, penetrando negli strati profondi dell’epidermide e provoca macchie e rughe
Un mondo perennemente connesso come quello che viviamo in questo periodo, non può fare a meno di subire la luce emessa dai monitor dei pc e dei tablet e dagli schermi di tv e smartphone. Ed è ormai chiaro a tutti che l’uso eccessivo di tutti questi dispositivi è dannoso per la salute, da ogni punto di vista.
E’ indiscutibile che il progresso tecnologico abbia semplificato molti aspetti della nostra vita, ma purtroppo il rischio di cadere nella trappola dell’iperconnessione è molto alto. In realtà possiamo affermare che già siamo andati oltre. Secondo recenti studi, il 60% della popolazione trascorre mediamente sei ore al giorno davanti a un device digitale, e come sempre i più esposti sono i giovani, costantemente collegati in rete e soprattutto sui social, sia davanti al pc sia con lo smartphone in mano.
In particolare gli ultimi studi di dermatologia hanno riscontrato che la luce blu emessa dai dispositivi digitali, ma anche dal sole, induce nella pelle uno stress ossidativo, dovuto alla capacità di questa luce di raggiungere il derma, dove si trovano le fibre di collagene ed elastina, responsabili dell’elasticità cutanea. Il fenomeno si chiama Digital Aging, ossia l’invecchiamento precoce della pelle causato dall’esposizione continua e quotidiana a dispositivi come computer e smartphone, in grado di provocare danni cutanei rilevanti, come macchie, rughe e colorito grigiastro. Tutti i dispositivi digitali emanano HEV, acronimo di High Energy Visible, detta appunto luce blu e se da un lato può rappresentare un utile strumento per combattere la depressione invernale e l’insonnia, dall’altro può causare danni permanenti alla pelle. Danni silenziosi che, a lungo andare, porterebbero delle alterazioni nelle cellule che, durante il loro naturale processo di rinnovamento, verrebbero a rigenerarsi già rovinate.
La componente blu della luce tra 380 e 500 nm è anche nota come luce visibile ad alta energia (HEV). In particolare le lunghezze d’onda blu-violette comprese tra 380 e 440 nm sono considerate potenzialmente dannose. La luce blu è meno pericolosa rispetto agli UV, ma è più subdola perché ne siamo esposti in maniera costante a causa dei dispositivi elettronici e non procura segni di danneggiamento visibili. E i danni causati sono simili. Il primo consiglio, innanzitutto, è quello di allontanare lo schermo dal viso, abbassare il livello di luminosità e fare il pieno di antiossidanti, perché il nostro corpo è capacissimo di difendersi e auto-ripararsi. Sono stati creati prodotti con filtri specifici per proteggere la pelle facendo ricorso agli estratti più virtuosi della flora che cresce sulle Dolomiti. Le piante, infatti, hanno dovuto sviluppare e custodiscono, in sé stesse, le più efficaci sostanze protettive e rigenerative.
Nasce così EMULSIONE 24/7, prodotta con tre estratti puri vegetali: cellule native di Melissa, estratto di Abete Rosso ed estratto di Radice di Tarassaco. Le Cellule di Melissa depotenziano gli effetti della luce blu e preservano l’integrità a livello cellulare. In sinergia con la Melissa, l’Abete Rosso e la Radice di Tarassaco. L’invecchiamento precoce è causato anche dalle onde elettromagnetiche emesse dagli schermi, che aumentano la temperatura della pelle e fanno deteriorare le fibre collagene, aumentando la formazione di rughe.
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