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Tecnologia

Trombosi e problemi alla vita: le conseguenze dello smart working

Lo smart working ha i suoi lati positivi e negativi, il nuovo metodo di lavoro può portare a problemi fisici importanti.

Non ci sono dubbi sul fatto che lo smart working ha rivoluzionato la nostra vita, per la prima volta lo abbiamo conosciuto nei mesi del 2020 con il cominciare della pandemia da Covid che ha costretto tutte le persone a restare a casa, ma per qualcuno continua ancora oggi.

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Il lavoro a distanza da un certo punto di vista permette alle persone di gestire il tempo come meglio credono, ma pare possa anche portare allo sviluppo di patologie importanti che hanno a che fare con la nostra salute.

Sonno meno ristoratore, trombosi, problemi di mancato rilassamento e disturbi di salute mentale e cosi via: questa è l’analisi resa nota dal quotidiano statunitense The Hill che ha evidenziato come ancora nel mese di Marzo 2023, circa 22 milioni di lavoratori statunitensi lavoravano completamente da remoto.

Smart working porta problemi alla vista e al peso

Non ci sono davvero dubbi, il lavoratore che si trova a svolgere la sua attività da casa può arrivare ad avere non pochi problemi dal punto di vista fisico e legato alla propria salute.

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“Il lavoratore da remoto mediamente percorre solo 16 passi dal proprio letto alla sua postazione di lavoro” questo è quello che riporta un sondaggio del 2022 di Upright, un’app che promuove comportamenti corretti per la salute della schiena e ancora: “il 54% dei lavoratori remoti e ibridi ritiene che il proprio movimento durante la giornata lavorativa si sia ridotto del 50% o più nell’ultimo anno”.

Insomma un rischio davvero concreto che si aggiunge anche a quello di ingrassare eccessivamente e di fare aumentare la resistenza all’insulina con anche la possibilità di fare sviluppare malattie cardiovascolari e diabete. L’eccesso di tempo di fronte ad uno schermo inoltre può peggiorare la vista e causare emicranie.

Non finisce qua, stando sempre a sentire un sondaggio di All About Vision è venuto fuori che una persona che lavora da casa trascorre in media 13 ore al giorno a guardare uno schermo al giorno, che si tratti di laptop, telefono o televisione, oltre due ore in più rispetto a quello che il lavoratore medio in loco trascorre fissando uno schermo.

Argia Renda

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